“Quando si associa possedere una certezza con possedere una verità si sta anche iniziando una guerra” Simmel.
Cercando certezze siamo sovente guidati dalla fragilità, dalla debolezza. Perchè la certezza ripara e protegge uno stato di vulnerabilità che si sta vivendo. La certezza è rassicurante, interrompe il dubbio e la relazione impegnativa con l’opposto della certezza, l’incertezza. Tanto più si è deboli, fragili, sottomessi, impotenti, indifesi, maggiore è la lusinga e il soccorso della certezza. E’ un bisogno psicologico fondamentale l’avere nelle proprie mani la vita che si vive. Senza la percezione di essere padroni di ciò che si vive si precipita in uno stato di ansia, di panico, di frustrazione o di smarrimento insostenibile. Meno si è padroni della propria vita maggiore è il bisogno rassicurante di possedere certezze. Saldi appoggi su cui sentirsi al sicuro.
Auspicabile, invece, è un pensiero dubitante sulle convinzioni a cui si giunge.
E’ la frequentazione della complessità, dell’analisi e dello studio che produce un’erosione delle certezze e l’avvento del dubbio e dell’interrogativo.
(Altra condizione è quando ci troviamo davanti al dubbio patologico. Alcune domande si insinuano e si stabilizzano nella mente come un virus, che finisce per assorbire la maggior parte delle risorse mentali di un individuo, conducendo ad uno stato di angoscia costante con picchi di ansia elevata)

